Il verde urbano è un elemento
dell'ambiente costruito in fondamentale relazione con il paesaggio.
L'auspicabile diffusione del verde urbano, indicata anche
da Agenda 21 e Carta di Aalborg, è un elemento di grande
importanza ai fini del miglioramento della qualità
della vita nelle città. E' però necessaria una
valutazione attenta di alcune delle sue caratteristiche, al
fine di migliorare la sua funzione e di favorire le modalità
della sua gestione, oltre che per consentire una razionale
pianificazione degli interventi di estensione delle aree verdi.
Per questo sarebbe auspicabile che nel maggior numero possibile
di Comuni (e non solo in quelli di maggiori dimensioni) al
piano urbanistico comunale (PUC) fosse affiancato funzionalmente
anche il Piano del verde urbano, un documento progettuale
oggi poco utilizzato, la cui assenza produce un rilevante
spreco di denaro pubblico e rende di fatto meno fruibile il
verde per i cittadini.
Nei paesi anglosassoni la disciplina che si interessa del
verde urbano è conosciuta come urban forestry, (letteralmente:
"forestazione urbana"), quasi ad indicare come le
aree verdi possano proporsi come oasi di ruralità entro
gli ambiti urbani, con una sottolineatura della wilderness
delle aree verdi inserite in un "arido" edificato.
Proprio con riferimento ai modelli culturali della sostenibilità
delle aree urbane e al ruolo del verde dentro le città
potrebbe essere significativa la riscoperta - almeno nelle
aree urbane meno degradate, ma anche e soprattutto nei centri
più grandi - degli orti urbani, che sono oggetto (soprattutto
oltreoceano, dove si parla di urban agriculture) di un movimento
di riscoperta di un'agricoltura self-made, pienamente in linea
con gli obiettivi dell'Agenda 21. Gli orti urbani hanno fatto
parte integrante della cultura architettonica europea con
le cosiddette città giardino, eliminate nell'arco di
poco più di un secolo da poche generazioni di architetti
e ingegneri modernisti (e più in generale da una cultura
industrialistica dell'edilizia e dell'urbanistica) che hanno
privilegiato il mattone e il cemento più che gli elementi
di inserimento e di valorizzazione dell'ambiente (anche urbano),
cancellando un elemento culturale presente nelle città
europee sin dal medioevo.
Si deve sottolineare anche l'importantissimo ruolo del verde
dal punto di vista bioclimatico, visto che l'evapotraspirazione
prodotta dalle piante può contribuire ad una sensibile
mitigazione della temperatura estiva nelle aree urbane.
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